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AVIS e Tiziano Ferro

COME DONARE


FAQ "COME DONARE E PERCHE'"

Qui di seguito potete trovare le domande più frequenti sulla donazione di sangue e plasma. Se non trovate la risposta al vosto quesito scrivete a: firenze.comunale@avis.it

Cos'è il sangue?

Il sangue è un liquido che rappresenta in 7% del nostro corpo.
È responsabile delle più importanti funzioni vitali. Si compone di una parte liquida, il plasma, e di minuscoli corpi invisibili ad occhio nudo, ma numerosissimi e attivissimi ed instancabili nel purificare e difendere il corpo umano: si tratta dei globuli bianchi, dei globuli rossi e delle piastrine.
Il sangue in base a particolari sostanze presenti nei globuli rossi si differenzia in quattro tipi fondamentali: gruppo A, gruppo B, gruppo AB e gruppo 0. Conoscere il proprio gruppo sanguigno è molto importante.
- I globuli rossi derivano dal midollo osseo ed hanno questo colore perché ricchi di un pigmento a base di ferro: l’emoglobina. Hanno la funzione di trasportare l’ossigeno ai tessuti e l’anidride carbonica ai polmoni, perché possa essere espulsa.
- I globuli bianchi, più grandi di quelli rossi, hanno il compito di combattere i processi infettivi e di ostacolare la penetrazione dei germi nell’organismo
- Le piastrine sono piccole particelle che si riuniscono in ammassi in corrispondenza di una lesione della parete di un vaso , così da formare un primo tappo che impedisca l’uscita del sangue. Intervengono poi nel processo della coagulazione che conduce alla formazione del tappo definitivo ad alla fine dell’emorragia. È grazie alle piastrine che le ferite si rimarginano.

Riassumendo: i globuli rossi ossigenano l’organismo, i bianchi ci difendono dalle infezioni e le piastrine sono essenziale per la coagulazione. Insomma il sangue testimonia lo stato di salute del nostro corpo e ci è indispensabile per vivere.

Perchè donare sangue?

Donare il sangue può davvero salvare una vita o addirittura più vite.
Se nessuno lo facesse, molti bambini malati di leucemia non potrebbero sopravvivere, così come le persone in gravi condizioni dopo un incidente. Inoltre, il sangue offerto può servire ai pazienti che subiscono un'operazione chirurgica; nel corso di qualsiasi intervento può diventare necessario, a giudizio del medico anestesista e dei chirurghi, trasfondere al paziente globuli rossi concentrati o plasma o talvolta piastrine.

Donare sangue periodicamente garantisce a noi, donatori potenziali, un controllo costante del nostro stato di salute, attraverso visite sanitarie e accurati esami di laboratorio. Abbiamo così la possibilità di conoscere il nostro organismo e di vivere con maggiore tranquillità, sapendo che una buona diagnosi precoce eviterà l'aggravarsi di disturbi latenti.

Il fabbisogno di sangue intero e plasma è in costante crescita: molte cure non sarebbero possibili senza la disponibilità di unità di sangue e di plasma.
Basti pensare ai servizi di primo soccorso e di emergenza-urgenza, alle attività di alta specializzazione come la chirurgia e i trapianti di organi, alla cura delle malattie oncologiche e alle cure in assistenza domiciliare.

Per coprire il fabbisogno è necessario ricorrere anche all'importazione di plasma e di emoderivati che non sempre sono ottenuti da donatori volontari periodici.

Soprattutto nel periodo estivo si avverte un calo di donazioni, mentre il bisogno di sangue aumenta, anche per il maggior flusso di turisti e per il fabbisogno di servizi come, ad esempio, l'alta chirurgia e i trapianti.

Come si dona il sangue?

Un medico (o un infermiere professionale sotto la responsabilità del medico) effettua il prelievo dal donatore che nel frattempo è stato fato distendere su un apposito poltrona-lettino. Viene apposto un laccio emostatico su un braccio e viene inserito l’ago in una vena, previa accurata disinfezione della cute. Il sangue defluisce spontaneamente fino a riempire una sacca di raccolta in cui sono già contenuti un liquido anticoagulante e altre sostanze utili alla conservazione ottimale del sangue. Prima che l’ago venga estratto, vengono riempite alcune provette per l’esecuzione degli esami previsti dalla legge. Al termine della donazione, il donatore viene invitato a rimanere disteso per qualche minuto; quindi viene invitato a consumare una leggera colazione.

Come si svolge la donazione?

Prima della donazione, è consentito l’assunzione di tè, caffè, latte, succhi di frutta. A meno che non sia previsto, in occasione della donazione, anche il prelievo di campioni di sangue per le analisi di controllo dello stato di salute del donatore: in questo caso occorre il digiuno.

Il donatore viene invitato a leggere attentamente ed a compilare un modulo informativo di consenso che verrà da lui firmato nel momento del colloquio con il medico.

Come si diventa donatore?

Il Donatore di Sangue è un cittadino di un età compresa tra i 18 e i 65 anni, in buona salute, che presa coscienza del grave problema trasfusionale, lo affronta nell'unico modo possibile: offrendo spontaneamente e periodicamente il suo sangue, in maniera anonima e gratuita.
Chi vuole diventare donatore AVIS si deve presentare in un centro di raccolta al mattino, a digiuno (può prendere solo un caffè, un thè o un succo di frutta, ma non deve assolutamente aver ingerito latte e latticini).
Prima della donazione dà le sue generalità e i suoi dati anagrafici, e compila la domanda di adesione ed un questionario che poi verifica con il medico prelevatore.
Vengono quindi valutati alcuni parametri quali peso, emoglobina, pressione arteriosa, e frequenza cardiaca; se viene ritenuto idoneo, viene invitato a distendersi sul lettino, dove inizia il prelievo di circa 450 ml di sangue. Tale operazione dura in media 10-15 minuti.
Tutto il materiale utilizzato per la donazione è sigillato e monouso. Terminato il prelievo, il donatore resta sdraiato per un breve periodo di tempo, e successivamente gli viene offerto un piccolo ristoro.
Ad ogni donazione vengono eseguite le seguenti analisi: gruppo sanguigno, emocromo, ALT, test per l'epatite B, C, per l'AIDS e per la sifilide. Il risultato delle analisi è a disposizione, gratuitamente, del donatore.

In breve tempo viene inviata al domicilio la tessera Avis che riporta al suo interno il gruppo sanguigno e la data delle donazioni.
Dalla seconda donazione il donatore diventa "periodico" e oltre agli esami sopra indicati, vengono eseguiti i seguenti esami: creatininemia, glicemia, proteinemia, colesterolemia, trigliceride, ferritinemia, sidermia.
Questo vuol dire che non solo si salva una vita con la donazione di sangue, ma si tutela anche la propria salute.

Chi non può donare sangue in via definitiva o temporanea?

  • Chi ha contratto, anche in passato, un’epatite virale di tipo B o C (epatiti che tendono a persistere nel tempo e vengono trasmesse attraverso il sangue);
  • Chi fa uso abitudinario di sostanze stupefacenti;
  • Chi fa uso eccessivo di bevande alcoliche (alcolisti cronici);
  • Chi soffre di patologie cardiovascolari importanti

Costituiscono, invece, causa d’esclusione temporanea:

  • La gravidanza in atto ed il puerperio per un anno dopo il parto (dopo un’interruzione di gravidanza per 6 mesi salvo casi eccezionali);
  • Gli interventi chirurgici e la diagnostica endoscopica, per quattro mesi;
  • Le trasfusioni di sangue ricevute negli ultimi cinque anni;
  • Il soggiorno in zone endemiche per la malaria, nei sei mesi precedenti alla donazione, oppure l’attuazione di una profilassi antimalarica nei tre anni precedenti;
  • I rapporti sessuali con persone sconosciute;
  • I rapporti sessuali o di convivenza con soggetti affetti da epatite virale, tossicodipendenti o con comportamenti a rischio per l’AIDS o le altre malattie trasmissibili con il sangue.

Farmaci che comportano esclusione temporanea dalla donazione:

  • Antibiotici – sospensione per 15 giorni dal termine della terapia;
  • Cortisonici - sospensione per 15 giorni dal termine della terapia;
  • Finasteride, Isotretinoina – sospensione per 2 mesi dall’ultima assunzione;
  • Antiinfiammatori/antiaggreganti - sospensione per 5 gioni dal termine della terapia;

La selezione del donatore viene effettuata da parte di personale medico del Centro Trasfusionale; il colloquio riservato è coperto dal segreto professionale, può fornire l’opportunità’ anche per ottenere eventuali chiarimenti.

La donazione di sangue può essere "occasionale" o "periodica". Il donatore si definisce "periodico" quando si reca regolarmente per più di due volte presso una struttura trasfusionale per rinnovare l’atto della donazione.

L’obiettivo di tutti i centri trasfusionali è, attualmente, quello di arrivare ad avere la maggiore quota possibile di donatori periodici che sono, come si può intuire, più sicuri per il ricevente; infatti, la più lunga osservazione del soggetto da parte dei medici del servizio trasfusionale rende più attendibili anche gli esiti dei controlli clinici e di laboratorio.

Quanto sangue viene prelevato?

Il volume del prelievo di sangue è stabilito dal D.M. 15/01/1991 (articolo 10) ed è uguale a 450 millilitri, più o meno il 10 %.Tale quantitativo è stato determinato in modo da garantire contemporaneamente sia un’adeguata preparazione degli emocomponenti (concentrati di globuli rossi, piastrine, unità di plasma) sia l'assenza di complicanze per il donatore.

Ogni quanto tempo si può donare?

La frequenza annua delle donazioni è ugualmente prevista dal medesimo D.M. 15/01/1991 (articolo 11) e può essere di quattro volte l’anno, con intervalli minimi di tre mesi fra una donazione l’altra. Scenda a due volte l’anno per la donna in età fertile.

Ogni anno 100.000 persone continuano a vivere grazie alla possibilità di effettuare trasfusioni di sangue. Diventare donatore significa anche compiere una buona azione verso sé stessi: i controlli clinici ai quali i donatori vengono periodicamente sottoposti e le analisi effettuate in occasione di ciascuna donazione aumentano sensibilmente la probabilità di diagnosi precoce, in caso di malattia. La donazione di sangue è un atto volontario e gratuito.

La raccolta e la distribuzione del sangue sono di competenza dei centri trasfusionali.

In quanto tempo si rimpiazza il sangue donato?

La sottrazione di sangue viene immediatamente compensata dall'organismo i liquidi accumulati dai tessuti vengono richiamati in circolo e il midollo osseo accelera la produzione di globuli rossi in tal modo, il valore di sangue ritorna ai valori originali in un periodo di tempo compreso tra qualche minuto e poche ore. II ripristino dei globuli rossi avviene più lentamente ma generalmente si completa entro un mese circa dal prelievo.

Esiste un rischio di contrarre infezioni donando il sangue?

Assolutamente no, perché il materiale impiegato per la donazione è totalmente sterile e viene usato una sola volta.

Come viene conservato il sangue?

Fin dal 1869 vennero condotti esperimenti tesi a trovare un mezzo che impedisse al sangue di coagulare, ma fu solo nel 1914 che tre ricercatori, lavorando indipendentemente in differenti parti del mondo, scoprirono che il Citrato di Sodio impediva la coagulazione del sangue. Oggi il sangue del donatore viene prelevato in sacche di plastica sterili contenenti appositi anticoagulanti e conservanti, dei quali il più comune e una soluzione di citrato - fosfato - destrosio - adenina, brevemente indicato come CPD -A.
II citrato presente nella soluzione impedisce al sangue di coagulare, mentre il destrosio - adenina fornisce alle cellule del sangue il nutrimento necessario a mantenerle in vita.

Per quanto tempo si può conservare il sangue?

Dato che i globuli rossi si deteriorano con l'invecchiamento e nel sangue conservato avvengono varie modificazioni chimiche, il sangue intero deve essere usato entro 35 giorni dal prelievo. Attualmente, però, con l'aggiunta nelle sacche di sostanze nutritive (Mannitolo + Adenina) il sangue può essere conservato sino a 42 giorni anzi, se i globuli rossi vengono congelati, possono essere conservati, a bassissima temperatura, ancora più a lungo.

Cos'è il plasma?

Il plasma è la parte liquida del sangue che trasporta globuli rossi, globuli bianchi e piastrine.

A che cosa serve il plasma?

Il plasma, o meglio le sue frazioni, sono indispensabili per curare molte malattie, l'albumina, ad esempio, viene usata per pazienti con gravi malattie al fegato; i fattori della coagulazione per i pazienti emofilici; le gammaglubuline per prevenire o curare diverse malattie infettive.

Perchè donare il plasma?

Diverse sono le malattie che si possono curare usando plasma o sue frazioni Attualmente si utilizza quasi del tutto plasma proveniente dall'estero, dove si pratica la plasmaferesi ormai da anni. Ciò accade perché, pur disponendo di donatori e di capacita tecniche, in Italia non è stato del tutto avviato un piano organico per la donazione di plasma.

Chi può donare il plasma?

Possono donare il plasma tutti gli uomini e le donne di età compresa tra i 18 e i 60 anni (55 se è la prima donazione), di peso corporeo di almeno 47/48 Kg, può farlo anche chi ha valori di emoglobina non sufficienti per la donazione tradizionale e chi è portatore sano di anemia mediterranea purché sia in buona salute e abbia delle buone vene.

Come viene prelevato il plasma?

La plasmaferesi da donatore si esegue con un'apparecchiatura filtrante che trattiene il plasma e reinfonde le cellule.

Quanto dura la procedura della plasmaferesi?

La donazione del plasma dura circa trenta minuti.

Può esserci la trasmissine di malattie infettive effettuando la donazione del plasma?

La donazione di plasma, come la donazione di sangue, si pratica con materiale sempre nuovo e perfettamente sterile. II donatore non viene mai in contatto con sangue di altra origine o con materiale potenzialmente infetto.

Quale disturbo può arrecare il donatore?

Nessun tipo di disturbo, il plasma viene reintegrato in brevissimo tempo da poche ore a pochi giorni.

Quanto plasma viene prelevato e con quale intervallo?

II limite massimo indicato dalla legge è fissato in 600 ml per ogni seduta, con intervalli di almeno un mese tra una plasmaferesi e l'altra

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